PREVENZIONE TERZIARIA: la riabilitazione protesica // Dr. Alessandro Palumbo

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PREVENZIONE TERZIARIA: la riabilitazione protesica

In passato in caso di edentulia parziale o totale si procedeva a riabilitazioni mediante ponti fissi e protesi mobili. Queste ultime rendevano difficile la masticazione di vari alimenti, alteravano l’articolazione delle parole e si ripercuotevano negativamente nella vita sociale dell’individuo. Negli ultimi anni, la tecnologia implantoprotesica si è sviluppata sempre più, superando la precedente tecnica riabilitativa. L’implantologia è la parte dell’odontoiatria che si occupa della sostituzione dei denti mancanti mediante l’utilizzo degli impianti, per sostituire i denti mancanti. Gli impianti svolgono quindi la funzione della radice dei denti naturali; sono realizzati con materiali biocompatibili e quindi sono ben tollerati dall’organismo; possono durare una vita, con una cura adeguata e una buona igiene orale; consentono di mantenere l’osso naturale, grazie alla stimolazione dell’osso, ne riducono l’ulteriore perdita; garantiscono stabilità e comfort.
Gli impianti messi da un implantologo esperto possono raggiungere altissime quote di successo a lungo termine che sfiorano il 95% dopo 10 anni. Negli ultimi anni l’implantologia, grazie alle nuove tecniche chirurgiche, si è evoluta enormemente. L’implantologia guidata e gli impianti a carico immediato hanno consentito di accrescere sempre di più la sicurezza e il confort dei pazienti.
L’intervento è preceduto da un’accurata pianificazione, viene eseguito in anestesia locale ed è assolutamente indolore. Nonostante l’assenza di dolori molti pazienti però provano una certa ansia nei confronti di tali trattamenti. In questi casi è possibile abbinare all’anestesia locale la sedazione cosciente: tramite protossido d’azoto il paziente è completamente rilassato ed assiste all’intervento con tutta tranquillità.

Articolo a cura della Dott.ssa Giulia Fantozzi

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  • posted at 16:10
  • 5 luglio 2012

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